I Castelli di Napoli | Imperatore Travel Blog

I Castelli di Napoli

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Facciamo un salto indietro nel tempo e proviamo ad immergerci nel cuore degli antichi Castelli di Napoli per scoprire storie affascinanti e misteriose. Amori, congiure e prigionie hanno animato la vita di questi splendidi castelli che, ancora oggi, fanno sognare i visitatori. Questo viaggio sulla via dei castelli di Napoli riporta in vita quelle che furono le dominazioni, le conquiste e le lotte che hanno contraddistinto il passato della città e permettono al nostro sguardo di incrociare gli straordinari tesori che fanno di Parthenope una città unica e tutta da scoprire!

Si dica o si racconti o dipinga quel che si vuole, ma qui ogni attesa è superata. Siano perdonati tutti i colori che a Napoli escono di senno!

Il grande poeta Wolfang Goethe scrisse queste parole durante il suo viaggio a Napoli. Parole che rendono omaggio all’incantesimo di questa città che ha affascinato e continua ad affascinare i viaggiatori che percorrono le sue strade. Napoli, come ben tutti sanno, è una città che si storia ne ha da vendere, come del resto sono ben visibili le testimonianze artistiche e architettoniche che si incontrano passeggiano nel centro storico. La particolarità dei castelli di Napoli è che ci ricordano tutte le dominazioni della città: dai romani ai normanni, dagli svevi agli angioini, fino alle dominazioni degli aragonesi e dei Borbone.

Infatti, in città abbiamo sette castelli: il Castel Nuovo (anche conosciuto come Maschio angioino), Castel Sant’Elmo, Castel Capuano, il Castel dell’Ovo, il Castello del Carmine, il Castello di Nisida e il forte di Vigliena. I primi quattro sono quelli più rappresentativi, quelli più ricchi di storia e meglio “conservati”!

Castel dell’Ovo

Partiamo dal castello più antico della città: Castel dell’Ovo. Tutt’oggi, grazie alla sua posizione e alla sua architettura è uno dei simboli inconfondibili della città. Si erge sul piccolo isolotto di Megaride, primo approdo dei coloni rodii che arrivati dall’antica Grecia fondarono Parthenope. Il suo nome cela un’antica leggenda: si narra che nei suoi sotterranei sia custodita una gabbia contenente il famoso Uovo di Virgilio, un uovo magico dotato del potere di difendere la città da qualsiasi disastro.

Inizialmente sull’isola fu costruita la celebre villa e residenza del gastronomo romano Lucullo. Poi, alla fine del V secolo, un gruppo di benedettini basiliani fondò il cenobio di San Salvatore, del quale oggi sopravvive l’antica chiesa. Dal 1128 vi sorse una rocca, ampliata dai Normanni, che la trasformarono in una vera e propria fortezza grazie alla costruzione della grande torre Normandia. L’ampliamento del castello proseguì con Federico II (che ne fece la sede del tesoro reale), dagli Angioini e dagli Aragonesi, fino alle ultime modifiche apportate dai Borbone.

Castel dell'Ovo

Attraversando i portale d’ingresso avrete la sensazione di trovarvi in un’altra dimensione, in un tempo imprevisto che va dal Medioevo al Rinascimento, dal vicereame spagnolo al tempo dei Borbone. Una luce irreale, proveniente dalle aperture che danno sul mare, accompagna il turista nella sua visita alla Torre Maestra, alle celle dei monaci, alle colonne dell’antica villa di Lucullo, alla torre Normandia, ai ruderi della chiesa e alle prigioni (in quest’ultime fu rinchiuso Romolo Augustolo, ultimo imperatore d’Occidente). Ma, forse, lo spettacolo più affascinante lo abbiamo raggiungendo la terrazza panoramica: da un lato il mare, dall’altra la città con tutto il golfo e la sagoma del Vesuvio che si staglia all’orizzonte. Caratteristico anche il Borgo Marinaro creatosi intorno al castello! Ultima curiosità: i cannoni sono rivolti verso la città, elemento che ci fa capire come e quanto potesse essere complicato mantenere un rapporto pacifico con la popolazione.

Castel Capuano

Costruito nel XII secolo dai Normanni e poi modificato da Federico II e dai vicerè spagnoli, Castel Capuano prende il nome dall’antica Porta Capuano, una delle tante porte della città. E’ il secondo castello più vecchio di Napoli ed anche uno degli esempi più importanti di architettura normanna. Non esistono leggende legate alla sua storia, ma esso è ricordato per le lussuose e incantevoli feste, per i conviti e le celebrazioni importanti. Costruito da Guglielmo I il Malo, il castello fu ultimato nel 1154. Ripetutamente ristrutturato nel tempo, il castello fu destinato ad accogliere tutte le corti di giustizia sparse per la città e i suoi sotterranei diventarono carceri, con tanto di camere di tortura.

Castel Capuano

Castel Nuovo (o Maschio Angioino)

Correva l’anno 1279 quando Carlo I d’Angiò volle edificare una reggia, uno “Chateau neuf” che si differenziasse dalle altre due fortificazioni esistenti (Castel dell’Ovo e Castel Capuano). Nel 1282 il castello era abitato e provvisto di munizioni, armi e viveri. Evidentemente non aveva solo la funzione di residenza, ma rivestiva compiti strategici: infatti, era posizionato a ridosso del porto. Durante il regno di Carlo II il Maschio Angioino ospitò diverse personalità dell’epoca, come papa Celestino V. Quest’ultimo abdicò proprio nelle sale del castello e, pochi giorni dopo, nelle stesse sale i cardinali elessero papa Bonifacio VIII. Ma il Castel Nuovo era famoso per le opere artistiche che custodiva. Ad esempio, nel 1328 giunse il grande Giotto di Bondone, anche se oggi rimane ben poco del grandioso ciclo giottesco del castello.

Castel Nuovo - Maschio Angioino

Castel Nuovo - Maschio Angioino Castel Nuovo - Maschio Angioino

Oltre alle opere artistiche rimangono anche le migliorie architettoniche volute da Alfonso d’Aragona, modifiche che danno alla reggia l’aspetto attuale. Una delle perle architettoniche è la famosa Sala Maggiore, detta “dei Borbone”, in quanto il figlio di Alfonso nel 1486 vi riunì con inganno tutti i Baroni del regno per farli uccidere. Questa sala è un miracolo di statica con la sua volta a crociera e i 30 metri d’altezza. Rimane un piccolo aneddoto legato al fossato che circondava il maniero. Si racconta che i prigionieri di Castel nuovo scomparivano misteriosamente. Cosa accadeva? I castellani decisero di liberarsi dei prigionieri gettandoli nel fossato dove era presente un enorme coccodrillo africano. I napoletani credevano talmente a questa storia tanto da appendere un coccodrillo impagliato all’ingresso del Maschio Angioino.

Castel Sant’Elmo

Il Castello che domina la città e il golfo dall’alto della collina: stiamo parlando di Castel Sant’Elmo. Nel X secolo sulla collina era presente una chiesetta dedicata a Sant’Erasmo, e molto probabilmente accanto a quest’ultima fu costruita una torre vedetta dai normanni. Nel 1329 Roberto d’Angiò ordinò l’edificazione di un “palatium castrum”, anche se poi, durante i lavori, fu trasformato in un vero e proprio castello. Nel 1537 il vicerè spagnolo don Pedro de Toledo diede al castello la sua attuale configurazione con l’impianto a sei punte. Ma alla fine del XVI secolo un fulmine colpì il deposito delle munizioni: andarono distrutte la chiesa e vari edifici, poi ricostruiti nel 1610 dall’architetto Domenico Fontana. Il castello fu anche quartier generale dei Giacobini nella breve repubblica partenopea del 1799. Una struttura di tufo scavata nel tufo, dalla quale si può godere una panoramica completa della città.

Storie e leggende tessono una lunga trama sull’orrore delle carceri, dove furono rinchiusi illustri prigionieri. Castel Sant’Elmo è infatti legato alla manifestazione di presenze ultraterrene: nella notte si udivano uscire dai sotterranei della fortezza agghiaccianti sibili ed urla stridenti. Eventi più spesso largamente trattati dalla stampa e ancora oggi avvolti nell’ombra e nel mistero.

Castel Sant'Elmo Castel Sant'Elmo

 

 

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