Le miniere del Sulcis Iglesiente: divertirsi nei geoparchi

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Le miniere del Sulcis Iglesiente rappresentano il primo parco geominerario ad essere riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Se siete amanti del trekking, della mountain bike, del cicloturismo e della fotografia, o semplicemente volete divertirvi in famiglia, non perdetevi gli itinerari di viaggio alla scoperta delle miniere del Sulcis in Sardegna!

Nel Sulcis Iglesiente troviamo tantissime tracce dell’attività mineraria svolta in Sardegna fin dai tempi dei Fenici, con la maggior parte dei siti minerari che hanno avuto un forte sviluppo durante gli anni del fascismo. Oggi gran parte di queste miniere sono aperte al pubblico e sono visitabili con itinerari tematici e guide specializzate. Geoparchi che diventano una sorta di parchi avventura per i bambini, che restano affascinati dalle gallerie, dai ruderi, dai vecchi macchinari, rotaie e trenini.

Una delle miniere più spettacolari è la Laveria Lamarmora di Nebida. Si trova a picco sul mare, in un paesaggio incontaminato, persa nella macchia mediterranea. Ai tempi la Laveria era un’ottimo impianto di selezione dei minerali, oggi un esempio di architettura industriale di fine ‘800.

Un altro sito minerario, riconducibile all’epoca fascista, è la galleria di Porto Flavia presso Masua. Un complesso realizzato nel 1924, anno di costruzione in caratteri romani visibile da mare, testimonianza dell’innovazione ingegneristica di quei tempi. Porto Flavia si affaccia sul mare ed è caratterizzata 9 silos e da una serie di gallerie profonde. Dalle gallerie si portavano i minerali, con l’uso di carrelli, direttamente nelle stive delle navi che ormeggiavano nello specchio d’acqua sottostante. nel mare antistante Porto Flavia troviamo una piccola insenatura caratterizzata da acqua cristalline e il famoso Pan di Zucchero, il faraglione alto 134 metri con la forma che ricorda un mammut. Nell’itinerario va inserito anche il Museo delle Macchine.

Da non perdere c’è anche la Galleria Henry e il Museo dell Memoria di Buggerru. Qui, il centro abitato si formò grazie alla miniera di Malfidano, attiva fino al 1977. Una delle attrazioni più belle e affascinanti per grandi e per bambini è la Galleria Henry: un cunicolo lungo circa un chilometro che si snoda dentro la montagna. Cosa lo rende speciale? Il trenino che lo percorre all’andata. Il ritorno, invece, vi concederà una bella passeggiata nella natura, tra l’azzurro del cielo e il blu cobalto del mare.

Altre zone minerarie da visitare sono quella di Rosas a Narcao, la miniera carbonifera di Serbariu e la Galleria Villamarina nella miniera di Monteponi. Quest’ultima ci lascerà veramente impressionati con i suoi due pozzi principali: il Pozzo Vittorio Emanuele e il Pozzo Sella. Ma anche la città di Carbonia con il suo Centro Italiani della Cultura del Carbone e l’omonimo museo.

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