La Reggia di Caserta | Imperatore Travel Blog

La Reggia di Caserta

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La Reggia di Caserta

La Reggia di Caserta

L’ampia distesa pianeggiante del casertano, aperta verso il mare, ospita uno dei monumenti più celebri e visitati della regione: la splendida Reggia di Caserta. Anche conosciuta come Palazzo Reale di Caserta, la Reggia è una dimora storica appartenuta alla casa reale dei Borbone di Napoli e proclamata Dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità.

La Reggia di Caserta è uno dei più sontuosi palazzi che mai sovrano abbia costruito e tutt’ora è considerata l’ultima grande realizzazione del Barocco italiano. Nel 1751 Re Carlo di Borbone incaricò l’architetto Luigi Vanvitelli di progettare una reggia che potesse competere con le grandi residenze dei sovrani europei, in particolare Versailles. In pochi anni nella vasta pianura prese forma l’eccezionale complesso, e intorno alla Reggia negli anni sorse la città di Caserta. La Reggia fu terminata nel 1845, e abitata già nel 1780.

Lo Scalone della Reggia di CasertaL’immensa dimora comprende quattro cortili e migliaia di ambienti, cappelle, musei e teatri. Nel Parco di 120 ettari vi sono viali, fontane, la Grande Cascata e numerose costruzioni. Il Palazzo ha 1200 stanze, 34 scale e 1742 finestre. Nell’atrio, all’ingresso del palazzo, si apre il vestibolo inferiore, dal quale si può ammirare l’infilata dei quattro cortili con la vista sul parco. Dallo scalone d’onore si sale al vestibolo superiore e, di fronte, alla Cappella Palatina, una sala rettangolare con volta a botte ornata di cassettoni, rosoni dorati e un’abside semicircolare.

A sinistra della Cappella Palatina si aprono gli Appartamenti Reali, decorati fastosamente con marmi e pitture, arredati con mobili e suppellettili d’epoca. La Biblioteca Palatina occupa tre grandi ambienti: voluta da Maria Carolina, conta oltre diecimila volumi. In una grande sala è stato ricostruito il Presepe Reale. La Pinacoteca della Reggia di Caserta è suddivisa in vari settori. La Quadreria ospita i ritratti dei re e delle regine della famiglia dei Borbone, sia d’Italia che di Francia.

Lo Scalone RealeUn’ala del Palazzo ospita il cosiddetto Museo dell’Opera o Museo Vanvitelliano, che raccoglie i disegni, schizzi, piante delle opere vanvitelliane e modellini in legno della reggia. Nel secondo cortile si trova il Teatrino di Corte. Costruito a ferro di cavallo, con cinque ordini di palchi e un sontuoso palco reale, è un capolavoro dell’architettura teatrale settecentesca.

Se il Palazzo Reale è un vero tripudio di architetture e decori, il Parco ne rispecchia l’imponenza nelle fontane maestose, nella raffinatezza dei giochi d’acqua, nel verde che si perde all’orizzonte. Di forte impatto è il viale centrale (di circa 3 chilometri), abbellito da fontane, cascate e gruppi scultorei incastonati nella geometria dei boschi, prati e aiuole fiorite. La sequenza delle acque culmina scenograficamente con la Grande Cascata, detta Fontana di Diana. Oltre a questa ricordiamo anche la Fontana di Cerere, la Fontana Margerita, la Fontana dei Delfini e la Fontana di Eolo.

Nel Parco si trova anche un Giardino Inglese, voluto da Maria Carolina d’Austria. E’ ricco di piante esotiche e rare, abbellito da serre, boschetti e viali. Vi sono un laghetto suggestivo con la statua del Bagno di Venere e, secondo il tipico gusto romantico, finti ruderi abbelliti da statue.

Il Parco della Reggia dispone di un servizio pubblico su gomma per permettere ai visitatori di visitare il Parco stesso in tutti i suoi 120 ettari. Negli anni sono state tante le pellicole cinematografiche che hanno sfruttato la magnificenza degli ambienti della Reggia. Ad esempio, folgorato da queste architetture sontuose, George Lucas ha scelto la Reggia come scenografia per alcuni film della Serie Star Wars. Negli ultimi anni, invece, la Reggia è stata utilizzata per alcune riprese del film “Angeli e Demoni”.

Una piccola curiosità: con la nascita del Regno d’Italia alcuni funzionari sabaudi nel tentativo di censire il contenuto della Reggia trovarono “un oggetto per uso sconosciuto a forma di chitarra”: così fu inventariato il bidet!

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